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Intervista del Prof. Ventura su “Avvenire” del 7 aprile 2016 “Dieci anni di Ips, una svolta nella ricerca”

19 maggio 2016

“Nell’aprile di dieci anni fa, Shinya Yamanaka inviava un articolo (coautore Kazutoshi Takahashi) alla rivista Cell, in cui mostrava la produzione di un nuovo tipo di cellula staminale indotta (Ips): fibroblasti ‘ringiovaniti’ grazie a un’inedita manipolazione cellulare. L’articolo, pubblicato in agosto, gli valse il Nobel per la medicina nel 2012, insieme a John Gurdon, pioniere di questi studi. (…)”Yamanaka ha sfatato la convinzione che le nostre cellule, una volta segnate dal differenziamento, non potessero  più ‘tornare indietro’ nel loro sviluppo –osserva Carlo Ventura, docente di Biologia molecolare all’Università di Bologna e direttore dello Stem Wave Institute for Tissue Healing della Fondazione Sansavini di Lugo (Ravenna)- ha identificato quattro geni (Oct4, Nanog, Sox2, Klf4 e il gene accessorio cMyc) che sono responsabili dell’attivazione dello sviluppo della cellula embrionale. Inoculati in una cellula adulta provocano la riattivazione della cellula che torna indietro nel tempo, fino a poter diventare pluripotente. Usando come vettore un lentivirus (un Hiv modificato) ha introdotto i geni nelle cellule somatiche trasformandole in similembrionali. Tra i problemi però che queste cellule hanno presto manifestato (in vista di un uso clinico della tecnica) vi è la bassa efficienza del processo di differenziazione e il potenziale oncogenico dovuto all’uso di vettori virali. Tra le strategie alternative studiate per riattivare la differenziazione e produrre Ips senza uso di vettori virali, vi sono strumenti chimici e fisici. ‘Il nostro gruppo –spiega Ventura- ha trovato una strategia alternativa con l’utilizzo di campi elettromagnetici a bassa intensità opportunamente convogliati mediante la tecnologia Reac (Radio Electric Asymmetric Conveyer) messa a punto da due italiani, Salvatore Rinaldi e Vania Fontani. Siamo riusciti, in vitro, a riprogrammare le cellule della pelle umana attivando gli stessi geni, ma per un periodo breve (12-24 ore, simile a quello che succede nella cellula embrionale, che vede i geni attivarsi per un breve periodo e poi inibirsi). La trasformazione ‘in cellule cardiache, neuronali e muscolari scheletriche’ è avvenuta con un’efficienza del 10-15% per ciascun differenziamento. Ora stanno per iniziare ‘gli esperimenti in vivo’ su modelli di ratto, per verificare se queste cellule staminali sono in grado di riparare organi target. Tra gli obiettivi resi possibili dai campi magnetici vi è l’attivazione ‘di cellule staminali direttamente in vivo per ottenere una riparazione in situ del tessuto danneggiato’. La tecnologia, ‘è stata certificata dalle autorità europee sia quale strumento medico di ottimizzazione elettrofisiologica e riparazione cardiovascolare, sia come strumento medico di neurostimolazione’ Quello che appare più promettente con le Ips è però la possibilità di rendere pluripotenti le cellule di un paziente per studiare gli aspetti genetici della patologia e sviluppare ‘nuove terapie in maniera paziente-specifica”.

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